Gita fuori porta (che fare di un pomeriggio libero, dopo tanto)

ombra
Anche le mosche, in montagna, pesano meno. Si posano leggere sulla pelle, sul dorso delle mani, con la grazia di una ballerina e poi volano via. La senti arrivare, ne senti il ronzio, ti sfiora e prima che te possa accorgere se ne va, come certi amori.

Quassù. Il vento i grilli gli aerei i campanacci delle mucche le nuvole le città e le navi che chiazzano il mare, così tanto mare da star male. Laggiù. E intanto nel silenzio, qua, i piedi nudi nell’erba e in uno sguardo un panorama che abbraccia l’intera mappa del mio mondo. Leggero, come in pigiama, la sera.

Intanto il sole va giù e le ombre si allungano a dismisura, un filo d’erba è alto tre metri e la mia testa lunga quasi tocca la città e le fa ombra. Il sole arrossa la foschia ai miei piedi e miliardi di luci s’accendono, come una pista d’atterraggio, mentre torno sulla terra.

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