Giro di prova

Lago di Lugano
Come una gloriosa cavalcata si è trasformata in una zoppicante ritirata. Ma, d’altra parte, lo sanno anche gli attori e i musicisti: se alle prove va tutto bene, allora bisogna preoccuparsi. Una prova ben riuscita è una prova in cui qualcosa va storto, in modo da avere la possibilità di correggerlo per tempo.
Alcune cose che non andavano già le sapevo.
Per esempio, il mio vecchio saccoapelo: la notte passata su una panchina in riva al lago di Lugano, mentre un sottile velo di ghiaccio si stendeva sulla mia sella, mi ha solo confermato che dovrò procurarmene uno un po’ più serio. Anzi, molto più serio: perché è meglio sudare in mutande che battere i denti con tre maglie, due paia di calzini, guanti, giacca e berretto.
Poi ho scoperto le puntine. Fino a qualche giorno fa pensavo fossero solo quegli oggettini che servono a attaccare i fogli alle bacheche o a pungere dita ignare che frugano dentro a cassetti e astucci. Invece sono anche una parte del motore; una delle poche – mi hanno spiegato – che possono fermare una vecchia Vespa.
Ho pure avuto la conferma che seguire l’istinto è quasi sempre la cosa migliore. Dopo un paio di riflessioni col cervello congelato, mentre saltellavo come un bruco dentro al saccoapelo per scaldarmi appena sveglio, mi sono detto: la prova è riuscita, rientriamo. Se avessi proseguito come previsto verso Vaduz, il guasto sarebbe sopraggiunto più a nord e sarebbe stato tutto molto più dispendioso.
Però posso considerare il giro di prova un tentativo riuscito. Celle Ligure-Lugano in una sola giornata di viaggio, prendendosi anche il tempo di una pausa pranzo in piazza Duomo, di un aperitivo nel centro di Como e poi una passeggiata sul lungolago e pure peregrinando un po’ nei dintorni di Lugano, per raggiungere Montagnola, il paesello in cui si rifugiò Herman Hesse e che da tempo desideravo vedere. La Vespa ha fischiettato allegra tutto il tempo: si è arrampicata felice sull’Appennino Ligure fino al passo del Turchino, non si è preoccupata lungo le statali affollate di camion a rimorchio che mi sfrecciavano accanto, si è goduta le stradine di paese dentro al parco del Ticino, ha ballato sul ponte di chiatte che attraversa il fiume e non si è scomposta nemmeno nel traffico di Milano. E il mio culo ha retto bene le dodici ore sulla sella.
Ho capito che sarà un viaggio fatto di lunghe attese e momenti magici e mille incontri.
Il primo giorno di viaggio mi ha regalato risaie assolate e paesaggi alpini e lacustri mozzafiato. Un momento felliniano lungo le rive del lago, poco prima di Lugano, quando un treno silenzioso che correva sui binari accanto alla strada, mi ha sorpassato lentamente illuminandomi a intermittenza con le luci dei suoi finestrini, mentre la gente guardava quell’ometto con lo zaino che avanzava piano sulla sua vecchia motoretta rossa e i bambini salutavano.
Conversazioni dal ferramenta, al bar, coi clienti dei benzinai.
Con quella dalla Liguria? Tu sei scemo.
Eh, però. Quanto ci hai messo?
Beh, ma almeno mettici sotto un 75cc.
O coi vecchietti che si fermavano mentre cercavo di far ripartire la moto che aveva iniziato a singhiozzare.
Quand’ero giovane ce l’avevo anche io.
Tira l’aria. No, non tirararla. Spingila giù da una discesa.
È la candela. No, è la benzina. Accelera, no stai fermo, sì ma solo un po’.
E intanto – giunto al colpo di pedale duecentotrentasette – io sudavo e imprecavo e finivo anche per dar loro retta sperando che la Vespa da giovani l’avessero davvero.
Infine, mi sono rassegnato: l’ho parcheggiata in un’officina e in settimana tornerò a prenderla.
Ad ogni modo: trecento chilometri in una giornata, tre pieni di miscela. Ho preso qualche misura che mi tornerà utile per organizzare il giro. Perchè finora ho solo buttato lì idee e supposizioni. Se davvero voglio partire – e magari arrivare – devo fare i preparativi il meglio possibile. Da qui a ottobre, tempo ce n’è, anche se di mezzo c’è una stagione lavorativa. Ma farò tutto il possibile e anche di più per essere pronto quando sarà il momento di partire. Intanto, ho appeso la cartina dell’Europa sopra al mio letto e ho iniziato a fare un po’ di righe col pennarello. In una certa misura, quando la guardo, mi sento già sulla strada.
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3 pensieri su “Giro di prova

    • Lo farò! Sempre che riesca a recuperare la Vespa e poi a partire 🙂
      Comunque ci sto lavorando su, un po’ alla volta: solitamente viaggio leggero e naif, ma in questo caso almeno un po’ dovrò organizzarmi…almeno per non morire assiderato, visto che la partenza è prevista per ottobre e resterò in giro – se tutto andrà bene – qualche mese..!
      Prossimamente – appena sarò un po’ più pronto – arriveranno i dettagli del progetto 🙂

  1. Chissà perchè quella cartina dell’Europa mi pare familiare…ne ho una mooolto simile nella casetta, con un tracciato di un tale, un certo Igor.. Non è che lo conosci?!? 🙂
    L’altro giorno pensavo che, effettivamente, se non vive girando il mondo, in realtà si fa un po’ di fatica a capire che caspita ci stiamo a fare … quindi, andate ragazzi… certo prima o poi vi fermerete, ma quando succederà il racconto sarà per voi ancora un continuare a viaggiare …. e la vita avrà avuto un senso.
    E darete un po’ di aiuto a chi il coraggio di farlo non l’ha avuto.

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